Stalking conoscerlo per difendersi

Purtroppo molte donne non si rendono nemmeno conto di esserne vittime, per questo ho voluto intervistare la dottoressa Pacifici che ci spiegherà cos’è lo stalking e come possiamo difenderci…

Il Video è completo di tutte le risposte necessarie per riconoscerlo ed evitare danni, ma se vuoi ulteriori informazioni, puoi contattarla al suo indirizzo che ho riportato in basso.

Dottoressa buongiorno, ci parli brevemente di lei ed il motivo per cui le sta a cuore questo discorso: lo stalking

Buongiorno a tutti sono Giada Pacifici, sono psicologa clinica e giuridica.

Mi occupo spesso di vittime di stalking, soprattutto per quanto riguarda la valutazione e l’eventuale quantificazione del Danno Psichico subito dalle vittime.

Il Fenomeno dello stalking purtroppo è in costante aumento e ce lo dimostrano i fatti quotidiani di cronaca.

Per questo ritengo fondamentale la diffusione di tutte quelle informazioni che possano aiutare le persone a rendersi consapevoli di essere vittime di atti persecutori.

La consapevolezza, infatti, è il primo passo.”

 In modo molto semplice può spiegarci Cos’è lo stalking?

Lo stalking può essere definito come un insieme di comportamenti vessatori,

sotto forma di minacce, molestie, atti lesivi continuati nel tempo, che inducono nella persone che li subisce un disagio psichico e/o fisico ed un ragionevole senso di timore;

questi comportamenti assumono carattere ossessivo e identificano una sistemica violazione della libertà personale.

Lo stalking è un reato previsto dall’art. 612 bis del codice penale “Atti persecutori” in base all’art.  7 della legge n. 38/2009.

Tuttavia, per la legge,  è  necessario che vi sia la ripetizione nel tempo di tali comportamenti.

Può farci degli esempi di comportamenti persecutori?

 Ad esempio, telefonate o sms insistenti a tutte le ore del giorno e della notte, e-mail denigratorie, minacciose o anonime,

aggressioni verbali e/o fisiche, pedinamenti e appostamenti, violazione degli account di posta o dei social network,

danneggiamento della propria auto, regali non desiderati, frasi d’amore o denigratorie scritte su biglietti o su muri nei pressi della propria abitazione o del proprio luogo di lavoro.

Si tratta, in generale, di atti contro la manifesta volontà della vittima che creano in quest’ultima paura per la propria vita o per quella di persone vicine, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.

Non si deve confondere lo stalking con il corteggiamento insistente da parte di una persona appena conosciuta,

né se un ex persevera per un certo periodo a inviare qualche sms anche quando gli è stato detto che la storia è finita.”

 Chi è lo stalker?Stalking

Il persecutore, lo stalker, può agire spinto dal desiderio di avvicinare una persona famosa, di recuperare il partner perduto, per cominciare una nuova relazione di amicizia o di amore oppure per desiderio di vendetta.

Qualunque sia la motivazione lo stalker diviene schiavo del proprio progetto, tanto da non riuscire a decodificare correttamente le risposte altrui.

Quindi, lo stalker può essere una persona nota o sconosciuta, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un ex partner; in questi casi,

lo stalker è mosso da desiderio di vendetta, magari per essere stato lasciato o per incapacità di accettare l’abbandono.

La persecuzione riproduce una relazione la cui rottura viene vissuta dallo stalker come un grave disagio, un’umiliazione intollerabile;

la rinuncia del partner è intesa come la perdita del controllo di una parte di sé”

Parliamo del rapporto di coppia: Ci  sono dei segnali, già nella relazione di coppia che possono far capire a noi donne chi abbiamo davanti? Cioè un potenziale stalker?

Diciamo che in molti casi le donne vittime di stalking da parte di un ex partner hanno sperimentato già durante il rapporto dei veri e propri maltrattamenti psicologici e/o fisici, che tendono tuttavia a negare o sottovalutare.

Ci sono alcuni segnali durante il rapporto di coppia che non vanno assolutamente sottovalutati:

uomini che  manifestano una gelosia eccessiva, un atteggiamento di dominanza e di controllo nella vita del proprio partner,

che hanno  scoppi di rabbia improvvisi che sfociano in aggressioni verbali e/o fisiche,  che infliggono continue umiliazioni verbali che squalificano e deridono il partner e che, in generale,

hanno l’obiettivo di rendere la persona talmente insicura da creare in lei una vera e propria dipendenza affettiva.

La difficoltà più grande è far riconoscere alla donna di avere subito degli atti di violenza.

Infatti, tendono a giustificare l’uomo, che all’inizio chiede scusa e promette di non farlo più, scambiano il possesso per amore, la dominanza per protezione.

Per aiutarla, è importante fare un confronto con chi che era prima e chi è adesso”.

 Come dobbiamo comportarci ? Denunciare subito o cercare di tamponare la situazione?

“Chi subisce atti persecutori o molestie assillanti ha spesso difficoltà a parlarne con qualcuno e a chiedere aiuto: per paura, vergogna o nella speranza di saper gestire in proprio la situazione e che tutto finisca al più presto.

Purtroppo la vittima sottovaluta il rischio.

Il primo passo è acquisire la consapevolezza di essere vittime di atti persecutori.

E’ poi necessario adottare comportamenti atti a scoraggiare, fin dall’inizio lo stalker:

1-  Dire no in modo fermo e deciso

2- evitare interpretazioni psicologiche o tentativi di comprensione che potrebbero invece rinforzare i comportamenti dello stalker che è incapace di decodificare adeguatamente i comportamenti altrui

evitare, ad esempio, di incontrare lo stalker che richiede un incontro con una scusa banale o come un ultima richiesta di chiarimento.

 3 – E’ fondamentale mostrare indifferenza, poiché mostrare rabbia o paura alimentano il senso di potenza e di controllo nel persecutore.

4 – Essere prudenti, evitando di percorrere gli stessi itinerari e di fermarsi in luoghi appartati o isolati.

5- Raccogliere più dati possibili sulle molestie subite: ad esempio, conserva eventuali lettere, sms o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio.

6- Infine, è auspicabile rivolgersi ad un centro  antiviolenza prima di procedere alla denuncia o alla richiesta di ammonimento”.

 Uno stalker può essere pericoloso?

Si. I danni che la vittima può subire  vanno da significativi stati di ansia e depressione fino a vere e proprie patologie psichiatriche, come nel caso del Disturbo Post Traumatico da Stress, spesso riscontrato nelle vittime di stalking.

Inoltre, la cronaca mostra che spesso gli atti persecutori si concludono con l’omicidio della partner.

Per questo è fondamentale non sottovalutare i comportamenti persecutori di cui si è vittime e, soprattutto, rivolgersi a dei centri che possano aiutare la persona ad affrontare ogni aspetto del problema, da un punto di vista psicologico e legale”

Ringraziamo la

Dottoressa Giada Pacifici

Potete contattarla all’indirizzo

giadapacifici@hotmail.com

oppure sul sito

www.studiopsicologiapacifici.it